ROSE

Dove piantarle

Le rose crescono in tutti i terreni purché abbiano un buon drenaggio. Se le coltivate in vaso o in cassetta ricordatevi che devono avere un diametro minimo di 50/60 e che, per evitare ristagni d’acqua, bisogna disporre sul fondo uno strato di 10-20 cm di cocci, sassolini o argilla espansa. Le rose amano preferibilmente il pieno sole, ma ci sono delle varietà che tollerano la mezz’ombra.

Come piantarle

Rose in vaso (in qualsiasi periodo dell’anno, purché il terreno non sia troppo secco né troppo bagnato): disponete sul fondo del vaso il materiale drenante poi completate con il terriccio misto a del concime organico, inserite la rosa con il suo pane di terra, senza romperlo, e ricopritela di terra fino a coprire di qualche cm il punto di innesto. Dopo l’impianto, pressate bene la terra intorno al base della pianta. Se invece piantate la rosa in piena terra, scavate una buca larga e profonda il doppio del vaso acquistato.

Rose a radici nude (tardo autunno e fine inverno): mettetele a bagno prima di piantarle ed eliminate le eventuali radici danneggiate. Aggiungete una buona manciata di concime organico poi fate una montagnola di terriccio in cui inserirete le radici allargandole delicatamente.

Irrigazione

Se la pianta è in vaso, soprattutto nel momento della fioritura, bisogna ricordarsi di annaffiarla almeno una volta alla settimana, anche due volte in piena estate, controllando sempre che non ci sia ristagno.

Concimazione

È particolarmente indicata per le piante in vaso, sia sotto forma di annaffiature arricchite di prodotto solubile o liquido che di concime organico, una volta al mese, dalla primavera fino a settembre.

Malattie: controllo e cura

Oidio o mal bianco: si manifesta come una sottile polvere bianca sulla superficie delle foglie e sui germogli. Si combatte spruzzando sulla pianta, anche preventivamente fin dall’inizio della vegetazione, zolfo o poltiglia bordolese (verderame) e olio bianco, ripetendo quindi il trattamento una volta ogni 15 giorni.

Macchia nera o ruggine: la foglia appare macchiata di scuro. Si combatte con trattamenti preventivi, in primavera, con prodotti spray a base di zolfo e rame, e con fertilizzanti con alta percentuale di potassio. Eliminate sempre le foglie cadute a terra perché sono infette.

Afidi (pidocchi): si vedono a occhio nudo e sono in grado di “mangiare” le foglie e i germogli di una pianta in pochissimo tempo. Si combattono con spray specifici.

Bruchi: sono presenti quando le foglie appaiono tutte mangiate e ne rimane solo la nervatura centrale, e quando la pianta appare in buona salute ma produce meno fiori. Si combattono con prodotti a base di piretro.

Maggiolini e cetonie: si tolgono a mano, per poi schiacciarli o buttarli in un contenitore contenente petrolio.

  • Anche se è adesso il momento in cui potete vedere le rose nella loro fioritura, e quindi sceglierle, in realtà il momento migliore per l’acquisto è l’autunno o il tardo inverno, a radice nuda, perché se la pianta è nel suo riposo vegetativo si adatterà meglio al trapianto di quando è in piena attività.
  • Se dovete sostituire una rosa perché malata o morta, tenete presente che è dannoso ripiantare un’altra rosa esattamente nello stesso posto, o, se fosse in vaso, nello stesso terriccio. In piena terra è sufficiente spostarsi di mezzo metro oppure scavare una buca più larga e più profonda e sostituire tutta la terra tolta. In vaso, invece, è necessario rinnovare completamente il terriccio prima di piantarvi la nuova pianta.

BEGONIE

Terreno

Deve essere ricco di humus, poroso e leggero: la begonia non tollera il ristagno d’acqua al punto che, facilmente, marcisce proprio per eccesso di acqua.

Temperatura e luce

La begonia non può stare sotto i 13 gradi, non gradisce le correnti d’aria, e non ama la luce diretta del sole.

Annaffiature

Devono essere frequenti in estate, soprattutto quando la pianta è in piena fioritura, ridotte in autunno e sospese in inverno.

Concimazione e mantenimento dei fiori

Circa un mese dopo la messa a dimora dei bulbi è necessario iniziare a concimare la pianta, mediamente ogni 15 giorni, con concime liquido, fino all’autunno. Inoltre, è bene eliminare sempre i fiori appassiti per evitare la formazione di semi e prolungare la fioritura.

Malattie

La begonia preferisce un’elevata umidità ambientale: nei periodi molto secchi si ammala facilmente di oidio o mal bianco, un tipo di malattia fungina che provoca macchie polverose e simili a muffa sulle foglie e sugli steli. In questo caso, lasciate asciugare la pianta, ponetela in un luogo più ventilato e trattatela con un prodotto specifico. Applicate le stesse modalità di cura anche in presenza di muffa grigia. Un consiglio: in presenza di muffa sul terriccio eliminatelo e sostituitelo subito.

Moltiplicazione

È possibile riprodurre le begonie per seme, ma è più facile riprodurle per talea. In aprile-maggio prelevate dei germogli basali robusti, lunghi almeno 10 cm -avendo cura di lasciarvi attaccata una porzione di tubero- e fateli radicare in un miscuglio di sabbia e torba alla temperatura di circa 20°C. In alternativa, potete dividere i tuberi e ripiantarli con le stesse modalità.

Abbinamenti

Le begonie possono convivere con altri fiori che hanno le stesse esigenze, come ad esempio gli impatiens (o fior di vetro), perfetti per completare un vaso o una cassetta fiorita.

  • Le begonie sono in vendita già pronte per fiorire da maggio in avanti oppure, come tuberi, tra febbraio e maggio. Se acquistate i tuberi piantateli all’aperto, in terra o in vaso, da maggio a inizio giugno. Preparate un fondo drenante disponendo sul fondo del vaso uno strato di circa 5 cm di palline di argilla espansa, riempite poi il vaso con un terzo di terra setacciata, un terzo di terriccio da gerani e un terzo di torba. Mettete i tuberi a una profondità di circa 5-8 cm e con la parte concava verso l’alto perché da lì partiranno gli steli. Se invece acquistate le piante già fiorite, seguite i nostri consigli per mantenerle al meglio.
  • L’origine del nome “begonia” è curiosa. Fu creato in onore di Michael Begon, governatore di Santo Domingo e grande sostenitore degli studi botanici. La begonia pendula è una varietà particolarmente indicata per chi ha poco spazio. Può essere infatti coltivata anche in vasi sospesi, creando così una fioritura a doppio volume. Ha le stesse esigenze della begonia eretta, ma teme ancor di più il ristagno d’acqua, quindi, utilizzate un terriccio molto drenante e mantenetelo umido ma non bagnato. Per assicurarvi una fioritura copiosa e continuata, concimate spesso la pianta.

ALOCASIA, orecchie da elefante

L’ambiente ideale

Piena luce ma mai sole diretto, che ne brucerebbe le foglie. Le temperature ideali di coltivazione sono tra i 20-24° e non devono scendere al di sotto dei 15°. In casa, di tanto in tanto girate il vaso perché le foglie tendono a inclinarsi in direzione della luce. È una pianta che ama l’aria quindi aprite spesso le finestre evitando però le correnti. Dalla primavera all’autunno portatela all’aperto, sul balcone o sul terrazzo, all’ombra e al riparo dal vento.

Il terreno

L’alocasia non è particolarmente esigente in fatto di terra: usate un buon terriccio misto a un po’ di torba e sabbia.

Concimazioni

Concimatela solo durante la piena attività vegetativa, cioè dalla primavera all’autunno ogni 3-4 settimane, diluendo il concime nell’acqua d’irrigazione.

Annaffiature

Ama un ambiente piuttosto umido, ma non tollera il ristagno d’acqua che farebbe velocemente marcire il rizoma. In casa, dunque, annaffiatela con costanza e moderazione. Sistemate sul fondo del vaso un drenaggio con pezzi di coccio o argilla espansa.

Potatura

L’alocasia non si pota: limitatevi a tagliare alla base le foglie che mano a mano ingialliscono.

Rinvaso

Se la pianta è in buona salute cresce piuttosto rapidamente, occupando con le sue radici tutto il vaso. Ogni due o tre anni, quindi, controllate il fondo del vaso e se vedete fuoriuscire le radici è giunto il momento di rinvasarla. Il periodo ottimale è la primavera, da febbraio a maggio.

Moltiplicazione

È una pianta facilissima da riprodurre. Se avete un esemplare sufficientemente maturo, all’inizio della primavera potete procedere in due modi:

1) con un coltello affilato e disinfettato tagliate una porzione della grossa radice sotterranea che abbia almeno 1 gemma, trattate la superficie di taglio con una polvere fungicida, lasciatela riposare due giorni poi interratela in un misto di torba e sabbia a una profondità di 2-3 cm, tenendo il vaso all’ombra e il terreno leggermente umido;

2) tagliate verticalmente la base della pianta fino a dividere il rizoma in una o più porzioni, separate delicatamente le due o più metà della pianta (con le foglie) e ripiantatele direttamente in un vaso sufficientemente grande, con buon terriccio.

Malattie

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie: potrebbe essere cocciniglia. Lavate le foglie e gli steli con un batuffolo imbevuto d’alcol o con acqua e sapone, poi spruzzatele con un antiparassitario specifico.

Le foglie ingialliscono velocemente: ciò è probabilmente dovuto a poche annaffiature. Aumentate leggermente la dose d’acqua.

Le foglie della pianta imbruniscono e appassiscono: la pianta è troppo esposta al sole diretto, eliminate quindi le foglie danneggiate e spostate la pianta in un luogo più ombreggiato.

Talvolta l’alocasia interrompe la produzione di foglie e va a riposo, rimanendo con il solo rizoma sotterraneo o con un piccolo tronco fuori terra: diradate drasticamente le annaffiature (riducetele a una volta al mese) e non gettatela. Potrebbe facilmente ricominciare a vegetare anche dopo un lungo periodo di inattività.

  • Talvolta l’alocasia interrompe la produzione di foglie e va a riposo, rimanendo con il solo rizoma sotterraneo o con un piccolo tronco fuori terra: diradate drasticamente le annaffiature (riducetele a una volta al mese) e non gettatela. Potrebbe facilmente ricominciare a vegetare anche dopo un lungo periodo di inattività.

Un rizoma da cucina

  • Il rizoma dell’alocasia, tossico se mangiato crudo, è normalmente consumato come alimento in molti paesi tropicali con il nome di “taro” in alternativa alla patata. Il taro viene prima bollito, poi essiccato e macinato per ridurlo in farina.